Scoperti i neuroni che controllano la fame. Intervista al Prof. Barbanti

Arriva sulle nostre tavole una notizia interessante che aggiunge nozioni in più alle nostre conoscenze sull’appetito. Era già noto che il centro che regola il nostro senso di fame, l’ipotalamo, è sensibile a due messaggi: uno proveniente dallo stomaco, la grelina, che ci avverte che lo stomaco è vuoto e ci spinge a mangiare, l’altro proveniente dal tessuto adiposo, la leptina, che dice al cervello quando fermarsi.

«Un recente studio dell'università di Warwick, pubblicato sulla rivista Molecular Metabolism» spiega il Prof. Piero Barbanti, primario neurologo dell’IRCCS San Raffaele Pisana intervistato durante la trasmissione "Obiettivo Salute" su Radio24, «dimostra che sono in realtà anche le proteine, o meglio i suoi “mattoncini”, gli aminoacidi, a dirci quando smettere di mangiare. Questi aminoacidi che bloccano la fame sono la lisina, la arginina e la alanina. Nell’ipotalamo ci sono come dei piccoli nastri trasportatori chiamati taniciti i quali prendono l’aminoacido e lo portano all’ipotalamo depositando il messaggio di fine dell’appetito. La vera scoperta è che il sensore per questi taniciti è esattamente il recettore per il gusto proteico chiamato “umami” che abbiamo anche in bocca».

«Adesso sappiamo perché un pasto ricco di proteine ci sfama più di un pasto ricco di carboidrati. Ad esempio un antipasto all’italiana a base di prosciutto ci toglie l’appetito più di un antipasto a base di carboidrati. In conclusione possiamo giungere a un’interessante speculazione: è possibile che finché non introduciamo nel nostro organismo questi aminoacidi importanti la fame prosegua».

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